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AIM SPIRITS OF YOUR TIDE
CATALOGO VAR 001
OTTOBRE 2008
Un tizio altissimo con una bizzarra giacca di velluto, dopo un loro strepitoso concerto in un club di Praga e dopo diversi litri di birra, ha probabilmente descritto gli Aim meglio di chiunque altro: "Aim si when muse kisses love and passion many times" (Aim è quando la musa bacia l'amore e la passione molte volte).
Ad ascoltare "Spirits of Your Tide", non c'è da dargli torto.
Undici piccole perle che racchiudono esperienze intime, intrecciano strade affascinanti, romantici tentativi e abbaglianti scoperte.
"Spirits of your tide" (Gli Spiriti della tua marea) è puro anelito, tensione metafisica, ricerca di energico corpo e di raffinato spirito verso qualcosa che è irrimediabilmente più in là, il sogno più grande che guida la fatica che sta in ogni ricerca.
Si parte dalla mogwaiana "Talento", l'anticamera di un viaggio senza freni che alla fine lascerà sospesi e con gli occhi rivolti in alto.
Partiti. Il cuore degli Aim non tarda a svelarsi: arrivano "Too Wild" e "Doran". Due lenti sinceri e potenti che rendono omaggio alla migliore tradizione Elliott ed Early Day Miners e che rispecchiano fedelmente l'anima introspettiva e riflessiva degli Aim.
Arpeggi ipnotici, il suono di un e-bow in lontananza, splendida cura del suono. E' la loro eleganza. Potente eleganza.
Una voce immersa nel riverbero dà il benvenuto a "Doran", per continuare poi con "Athena": atmosfere dilatate e tradizione mitologica greca. Un attimo. L'atmosfera sognante improvvisamente si spezza per lasciare spazio ad una potente apertura che ci ricorda i The Appleseed.
Disegni onirici, paesaggi malinconici. E' "Vega".
"Cause I'm/A broken bottle/ that keeps filling and emptying out/ By the spirits of your tide". Una preghiera moderna, esasperata da un finale strumentale alla Thrice. Chitarre distorte, arpeggi nevrotici e chili di riverbero.
Ed ecco il gioiello, ecco la tempesta. "Hubis II" e "Hubis": presentazione e poi show. "Hubis II" è un piccolo omaggio a Drag like Pull degli Elliott. Si snoda tra suoni sperimentali, distorsioni fino ad arrivare all'apice che sfocia nel lead riff di "Hubis".
Una linea di basso suadente e una ritmica quasi tribale ci introducono in un piccolo mondo che ha per protagonista un uomo smarrito, solo, senza più santi da pregare. Ma alla fine "Just close your eyes/Everybody sees you now".
La luce è tornata. Ancora una volta, la quiete dopo la tempesta.
"Salige". E' il dialogo di due amanti. L'amore è finito e continua maledetto a finire: è il suo destino. Il tempo è fermo, immobile. Ipnotico.
Da "Gaston" si arriva a "Metal": gli Aim sanno ruggire. E lo fanno con gusto. Un brano aggressivo che porta alla luce le primordiali influenze hard core della band e che rappresenta l'altra faccia del brand Aim: la potenza e la rabbia dell'inquietudine.
Gli spiriti della marea trovano finalmente pace in "Beyond Sirens and Mariners". Chitarra acustica e voce. Si parte sempre così. Tepore e inquietudine, coraggio e sete d'infinito.
Ogni uomo è una strada da attraversare.
Riprendendo Maestrale di Eugenio Montale: "No time to rest or sleep/Signs tell us: Go Further" (Non c'è tempo per riposarsi o per dormire/ Ogni segno porta scritto più in là).
Nella vita ciò che conta è la Poesia.
TRACKLIST
01 Talento
02 Too Wild
03 Doran
04 Athena
05 Vega
06 Hubis II
07 Hubis
08 Salige
09 Gaston
10 Metal
11 Beyond Syrens And Mariners
Le canzoni sono state mixate da Pietro Foresti all'OrangeTrax.com di Cassago B.za (LC)
Chitarre e basso sono stati registrati da Pietro Foresti all'OrangeTrax.com
Tutte le voci sono state registrate al Twilight Studio di Senago (MI) da Davide Tavecchi tranne "Too Wild", registrata all'OrangeTrax.com
Le batterie sono state registrate al Cavernjatt Studios di Firenze
L'album è stato masterizzato da Andrea Trapasso presso L'Arte Del Suono di Cantù (CO)
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